La parodontologia si occupa della salute dei tessuti che “sostengono” i denti: gengiva, legamento, radice e osso. Quando questi tessuti si infiammano (gengivite) o iniziano a danneggiarsi in profondità (parodontite, spesso chiamata anche piorrea), è importante intervenire presto: spesso il problema avanza in modo silenzioso e, nelle fasi più avanzate, può portare a mobilità e perdita dei denti.
La parodontite è un’infiammazione che coinvolge tutto ciò che si trova intorno alle radici dei denti. Può presentarsi in forme diverse, più o meno importanti, e può colpire anche persone giovani. Nelle fasi iniziali si manifesta spesso come gengivite; quando l’infiammazione scende in profondità, può compromettere la stabilità dei denti.
La causa principale è la placca batterica (i microrganismi che si depositano sui denti). Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo: in alcuni casi c’è una maggiore predisposizione individuale, e alcuni fattori possono favorire o aggravare la situazione, come fumo e alcune condizioni metaboliche (ad esempio il diabete).
Alcuni sintomi meritano sempre un approfondimento, soprattutto se persistono:
Il percorso parte da una valutazione clinica accurata e da un piano personalizzato. In genere, gli elementi chiave sono:
Per chi è soggetto a parodontite, la costanza fa la differenza: spesso è consigliabile programmare igiene professionale e controlli con regolarità (frequentemente ogni 4–6 mesi, secondo indicazione clinica).
In studio utilizziamo tecnologie dedicate anche per trattamenti mirati. Un esempio è lo sbiancamento professionale assistito da tecnologia (spesso indicato come “laser”): prima di procedere viene effettuata una visita di controllo e, di norma, una seduta di igiene professionale per favorire un risultato ottimale.
Durante il trattamento:
La seduta in studio ha tempi contenuti (circa 45 minuti). In alcuni casi può comparire una sensibilità temporanea a caldo/freddo, generalmente gestibile e destinata a rientrare in breve tempo.
Il bruxismo è una contrazione involontaria dei muscoli della masticazione che porta a serrare o digrignare i denti, soprattutto di notte. Nel tempo può causare usura dentale, aumento della sensibilità, fastidi alla mandibola e mal di testa.
Tra i fattori più frequenti rientrano stress e ansia, disturbi del sonno, disallineamenti tra le arcate (malocclusione) e alcune abitudini (ad esempio fumo o eccesso di caffeina).
La valutazione nasce dall’unione di ciò che il paziente riferisce e dei segni clinici riscontrati. Quando serve, possono essere utili anche esami strumentali. In molti casi, per proteggere i denti e ridurre il sovraccarico, si può indicare un bite personalizzato.
Se noti sanguinamento gengivale, alito cattivo ricorrente, retrazione o mobilità dei denti, oppure sospetti bruxismo, una visita mirata può chiarire la situazione e definire il percorso più adatto.
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